Il 27 luglio 2026 abbiamo compiuto, come azienda, 16 anni. Un’età meravigliosa, piena di scoperte, di cambiamenti, di entusiasmo verso il mondo. Ci sentiamo proprio così, in piena evoluzione e in corsa su una strada che continua a srotolarsi senza fine sotto ai nostri piedi.
Questa introduzione ci serve per raccontarti perché nel 2010 eravamo un System Integrator e come viviamo oggi nel 2026 il nostro ruolo di
Cyber Integrator per le PMI.
In questi 16 anni trascorsi sul campo, abbiamo assistito all’evoluzione continua della tecnologia, ma anche a un grande limite d’origine che ancora oggi, affligge molte realtà produttive, imprese e aziende: la cybersecurity viene vissuta come una scocciatura che si aggiunge alle scocciature, un pezzo in più!
Per gli IT Manager e i CISO che gestiscono infrastrutture complesse, la sicurezza viene spesso stratificata dopo, aggiungendo agent, appliance perimetrali e patch isolati su un’infrastruttura nata solo per “funzionare”.
Questo approccio genera come minimo due criticità sostanziali:
Complessità operativa e sovrapposizione:
l’adozione di prodotti “a scaffale” o suite boxed crea silos di sicurezza disconnessi che generano falsi positivi, aumentano il carico di attività del team IT e lasciano scoperte le superfici d’attacco laterali.
Inadeguatezza per le esigenze delle PMI:
i tool enterprise pensati per le multinazionali sono spesso sovradimensionati e rigidi, mentre le soluzioni entry-level non offrono reale copertura contro minacce avanzate come ransomware su hypervisor o compromissioni di Active Directory
Siamo convinti che oggi l’integrazione nativa della Cybersecurity sia la miglior strategia possibile per diventare aziende Antifragile.
“ Antifragile è la caratteristica di ciò che migliora, non di ciò che è resiliente.”
E’ questa convinzione che ci ha guidato nella trasformazione da System Integrator a Cyber Integrator.
La nostra esperienza diretta ci dice che un Cyber Integrator non deve sovrapporre strumenti di protezione a un’infrastruttura esistente, ma deve progettare, consolidare e gestire l’ambiente IT adottando fin dal primo livello i principi di Security by Design e Zero Trust.
Dal networking alla virtualizzazione, dalla gestione degli endpoint ai servizi di disaster recovery, ogni componente infrastrutturale viene configurato ed erogato con policy di hardening avanzate. Questo approccio unificato consente agli IT Manager di eliminare la frammentazione dei fornitori e di avere un unico partner d’élite in grado di rispondere sia delle performance di rete che della loro inattaccabilità.
Il vero motore tecnologico del nostro modello di Cyber Integrator risiede nell’integrazione diretta con la Business Unit SafeBreach, la nostra divisione dedicata all’offensive security. La maggior parte del know-how applicato alle infrastrutture dei nostri clienti proviene dai feedback loop generati dalle attività offensive di SafeBreach.
I nostri ethical hacker simulano continuamente scenari di violazione reale (APT simulation, credential harvesting, pivoting su reti interne, attacchi ransomware su cluster VMware/Hyper-V). Questo permette al nostro team di ingegneria infrastrutturale di:
1- Anticipare le vulnerabilità zero-day e le cattive configurazioni di rete prima che vengano colpite dagli attaccanti.
2- Applicare regole di hardening personalizzate basate sui reali comportamenti delle minacce moderne.
3-Validare la resilienza dei backup e delle procedure di incident response direttamente sul campo.
Questa profonda competenza tecnica è stata codificata nel modello CyberSyncheck. Per un Responsabile IT o un CISO, CyberSyncheck rappresenta un audit architetturale completo e rigoroso. Permette di mappare la superficie esposta, analizzare i livelli di privilegio, valutare l’efficacia dei controlli correnti e ottenere una roadmap tecnica prioritizzata per azzerare i gap di sicurezza senza bloccare l’operatività di rete.
Guardando ai prossimi anni di questa strada che continua a srotolarsi, il nostro obiettivo rimane chiaro: trasformare la gestione della sicurezza da un’emergenza reattiva a un controllo proattivo dell’intera infrastruttura. My Voice affianca il dipartimento IT non come semplice fornitore di hardware o licenze, ma come un’estensione ad alte prestazioni della sicurezza aziendale (MSSP).
P.S. Dicono che a 16 anni si pensi solo al divertimento o a fare le ore piccole. Noi invece preferiamo passare le notti a fare Penetration test e hardening delle reti.
Avere al proprio fianco un sedicenne maturo, responsabile e ossessionato dalla sicurezza della tua azienda potrebbe essere una gran fortuna.
Supera la rigidità delle soluzioni a scaffale.
Valuta la reale postura di sicurezza della tua rete.
Definisci i corretti parametri di hardening e proteggi la tua architettura con il nostro modello CyberSyncheck.