Delibera 96/25/CONS Adozione delle modalità tecniche e di processo per l’accertamento della maggiore età degli utenti in attuazione della legge 13 novembre 2023, n. 159
Come funziona il sistema (in teoria)
Come prevedibile, sono già esplose le ricerche e i download di VPN gratuite che promettono accesso immediato ai siti bloccati, aggirando la verifica dell’età. Nel Regno Unito, dopo l’introduzione di misure simili, oltre 10,7 milioni di britannici hanno scaricato app VPN nella prima metà del 2025.
Sei sicuro che sia gratuita?
Molte VPN dichiarate “gratuite” raccolgono e vendono i dati degli utenti a inserzionisti e terze parti – cronologia, preferenze, geolocalizzazione, abitudini di navigazione – utilizzano protocolli di crittografia obsoleti e possono persino diventare veicolo di malware. Alcune di queste app fanno capo ad aziende ubicate in Cina, soggette a rigide leggi nazionali sulla gestione dei dati, con il governo che può richiedere in qualsiasi momento l’accesso alle informazioni personali degli utenti.
Informazioni che, aggregate e vendute, diventano materia prima per campagne pubblicitarie, profiling, social engineering o — peggio — attività criminali.
La domanda che ogni persona dovrebbe porsi non è più solo: “Come posso accedere a un contenuto?”
Ma piuttosto: “A chi sto regalando i miei dati per farlo? E quali conseguenze può avere questo gesto?”
Questa stessa logica si applica perfettamente al mondo delle imprese. Quante aziende si affidano a:
Senza mai chiedersi: chi accede davvero a quelle informazioni? Con quali finalità? Sotto quale giurisdizione?
My Voice non crede nel proibizionismo digitale, né nel terrorismo psicologico. Crediamo nell’educazione — quella che nasce dall’informazione accurata, dalla comprensione profonda delle tecnologie che usiamo quotidianamente, e dalla capacità di fare scelte consapevoli.
Secondo uno studio NordVPN condotto nell’agosto 2025, il 68% degli italiani dichiara di conoscere le VPN, ma l’11% continua a utilizzare servizi gratuiti, spesso ignaro delle conseguenze per la propria privacy. Paradossalmente, il 38% usa le VPN proprio per proteggere la privacy, senza rendersi conto che molti servizi gratuiti fanno esattamente l’opposto.
Questo gap tra intenzione e risultato è il sintomo di una carenza di educazione digitale che attraversa ogni strato della società:
I professionisti che condividono documenti riservati su piattaforme non verificate
Ogni volta che uno Stato introduce una norma che tocca la privacy e la sicurezza digitale, abbiamo l’occasione di aprire un dibattito più grande: quanto sappiamo davvero di ciò che accade ai nostri dati?
La risposta, purtroppo, è: ancora troppo poco.
L’Italia è entrata a far parte dei cinque paesi europei (insieme a Francia, Spagna, Grecia e Danimarca) in cui sarà sperimentato un sistema di verifica dell’età a livello continentale, basato su un’app che entrerà a far parte del Portafoglio di identità digitale europeo. Questo ci pone all’avanguardia nella protezione dei minori, ma anche di fronte a responsabilità enormi sul fronte educativo.
Per questo — come accade (o dovrebbe accadere) nel mondo aziendale — la chiave è non delegare ciecamente, ma capire, scegliere, pretendere trasparenza.
Che si tratti di:
La regola è sempre la stessa: meglio sapere come funziona, che scoprirlo quando è troppo tardi.
La verità è semplice ma scomoda: la sicurezza digitale non è mai gratuita. E l’unico modo per essere davvero liberi — come cittadini e come imprenditori — è conoscere chi controlla ciò che ci promette libertà.
Nel contesto aziendale, questa frase assume un peso ancora maggiore:
La questione della verifica dell’età sui siti per adulti è solo la punta dell’iceberg di un tema molto più vasto: la necessità di un’educazione digitale capillare, trasversale, continua.
Per i cittadini, significa:
Per gli imprenditori, significa:
Per la società nel suo complesso, significa:
In sintesi: da utenti passivi a cittadini digitali consapevoli
La verifica dell’età per accedere ai siti per adulti è una misura che applica il Digital Services Act europeo e il decreto Caivano italiano per proteggere i minori
Ma apre interrogativi profondi sulla privacy, sull’uso dei dati e sulla nostra preparazione digitale
Le VPN gratuite rappresentano un rischio reale: in Francia, dopo l’introduzione di norme simili, Pornhub ha oscurato completamente i propri portali piuttosto che adeguarsi
Molti servizi gratuiti raccolgono dati, utilizzano crittografia obsoleta o contengono malware – trasformando la “soluzione” in una minaccia più grave del problema originale
La consapevolezza digitale è la migliore forma di protezione, per individui, famiglie e aziende
L’educazione digitale non è un optional, ma un diritto e una responsabilità collettiva
In un mondo dove il digitale permea ogni aspetto della nostra vita — dal modo in cui comunichiamo al modo in cui lavoriamo, dal modo in cui ci informiamo al modo in cui amiamo — la consapevolezza digitale non è più un’opzione.
È una competenza di cittadinanza fondamentale, al pari della capacità di leggere e scrivere.
My Voice si impegna quotidianamente per contribuire a questa educazione collettiva — non solo verso gli imprenditori che devono proteggere le proprie aziende, ma verso ogni persona che naviga, condivide, si espone nel mondo digitale.
Perché la sicurezza informatica non è un prodotto che si vende. È una consapevolezza che si costruisce insieme.
Basta unire un obbligo nuovo, tempi stretti e regole vaghe. Prosegue il percorso di attuazione della disciplina NIS2, a seguito delle novità introdotte dalla Determina ACN sull’aggiornamento della piattaforma NIS
12 novembre 2025, in Italia è cambiato (forse) l’accesso ai siti per adulti.
L’AGCOM ha avviato l’attuazione dell’art. 13-bis del cosiddetto Decreto Caivano, che impone ai portali online di contenuti per adulti di introdurre un sistema di verifica dell’età per impedire l’accesso ai minori.
Un passo annunciato come una svolta per la tutela dei più giovani online.
Oggi, molti dei principali siti per adulti sono ancora liberamente accessibili: i portali non stabiliti in Italia hanno infatti ancora qualche mese per adeguarsi, prima che scatti il blocco definitivo.
Nel frattempo, si moltiplicano le app e i servizi “alternativi” che promettono scorciatoie per aggirare la verifica,
sentiremo parlare sempre di più di VPN anche da chi non la usa in ufficio perché obbligato da policy aziendale.
🔐 In My Voice crediamo che la consapevolezza digitale sia la vera protezione: non si tratta di proibire, ma di capire.
Capire come funzionano i sistemi di verifica, come vengono trattati i nostri dati e come la sicurezza non sia mai gratis: nel personale come nel professionale
“Business sotto Cyber-Attacco è la guida strategica alla cybersecurity scritta da Massimiliano Corradini, imprenditore ICT con oltre 15 anni di esperienza. Non un manuale tecnico, ma una prospettiva da leader aziendale su come trasformare la sicurezza informatica da spesa a investimento cruciale. Co-autore Mohammed Bellala. Include il metodo CyberSynCheck per misurare il rischio cyber aziendale.”